Oggi mettiamo a cuore aperto un ben conosciuto ricevitore radioamatoriale italiano, molto più leggero. Costruito dalla Geloso intorno alla seconda metà degli anni 60, è l'ultima serie di apparecchi costruiti dalla ditta nostrana, prima del suo fallimento, avvenuto intorno al 1970. Progettato in collaborazione con Pippo Fontana, I1AY, il G4/216 è senz'altro il ricevitore che più tende ad avvicinarsi agli standard ormai imposti dal mercato americano ma ancor più da quello orientale, prepotentemente emergente, con prodotti di ottima qualità.
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Circuito a doppia conversione di frequenza, il ricevitore copre le bande radioamatoriali dai 10 agli 80 metri. La prima conversione è ottenuta dal gruppo alta frequenza quarzato, mentre la seconda è affidata ad un oscillatore variabile. Questo sistema conferisce una buona selettività ed un alto grado di reiezione delle frequenze immagine. Impiega 10 valvole più una stabilizzatrice di tensione OA2, è dotato di un filtro a quarzo per aumentare la selettività soprattutto in CW.
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Sul pannello frontale troviamo i comandi per lo stand by, ANL, esclusione del circuito AGC e per l' inserzione del calibratore a 3500 Khz, utile per allineamento scala e tarature. Ci sono poi i comandi di inserzione BFO ed il relativo controllo di PITCH, volume, RF gain, preselettore di antenna e sintonia. Sul pannello posteriore troviamo una morsettiera che serve a connettere due tipi di altoparlanti con diverse impedenze: 8 Ohm oppure 500 Ohm.
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Nelle due boccole rimanenti, va collegato il comando di stand by per usare il ricevitore in unione ad un trasmettitore, in questo caso, il G 228. Il filtro a cristallo è di buona fattura e usando con attenzione il controllo di reiezione (PHASING) si ottiene una buona soppressione delle emissioni adiacenti (in cw ed ssb). Al contrario di molti apparecchi simili, il G4 216 ha la gamma dei 10 metri non suddivisa in sottogamme il che ne rende più agevole l'uso ma proprio per questo, è soggetto ad interferenze da parte di emittenti BC in gamma 9/10 Mhz; la presenza di un filtro collocato all'ingresso, attenua molto o sopprime del tutto questo disturbo.
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La costruzione è realizzata in modo molto razionale, i cablaggi sono ben fatti e tutto il complesso risulta ben fatto. Nell'arco di mezz'ora il ricevitore raggiunge una discreta stabilità che consente di seguire qso in ssb o collegamenti in cw, ritoccando poche volte la sintonia, il filtro a quarzo, in posizione 4, riesce ad avere una banda passante di 500 Hz che consente una buona ricezione del cw.
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La sensibilità, data dalla casa per meno di un microvolt per 1 watt di uscita, non è proprio reale e certamente non si potrà pretendere di ascoltare il nord America alle due del pomeriggio in 40 metri con un pezzo di filo teso sul balcone.
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Il circuito ANL è appena sufficiente a smorzare le impulsive ma introduce leggera distorsione audio. Alla prova, il ricevitore denota la sua obsolescenza rispetto ai prodotti in commercio negli stessi anni: la sintonia mossa ancora dal cordino con puleggia e condensatore variabile mentre esistevano i vfo a permeabilità, precisissimi e molto più stabili, l'assenza del rivelatore a prodotto per la ssb, la scala, molto bella ma affatto precisa e la selettività, non troppo elevata, che dà luogo facilmente ad intermodulazioni.
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Il fascino degli apparecchi Geloso è senz'altro indiscusso ma, certo, non erano e non potevano essere all'altezza dei loro concorrenti stranieri, per motivi legati al costo e forse alla non volontà della Geloso di modernizzare la produzione.
A cuore aperto: Geloso G4/216 (1966)![]() |
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Resta il fatto che le linee Geloso abbiano dato modo di operare a migliaia di radioamatori e di questo va fatto merito a Giovanni Geloso ed ai suoi collaboratori. La prossima settimana, metteremo a cuore aperto il ricevitore G4/215, predecessore del 216, poi toccherà al 214 e finalmente alle IMCARADIO.
Paolo Pierelli